Tarocchi: le origini, i mazzi, gli arcani

I tarocchi sono mazzi di carte composti da 78 unità e divisi, secondo la terminologia esoterica, in arcani minori (56) e maggiori (22).

Le origini

I tarocchi nacquero verso la metà del Quattrocento; col passare del tempo, si diffusero a quasi tutta Europa. Il mazzo classico è formato da carte tradizionali, alle quali vengono aggiunte una carta detta Il Matto e altre 21 carte dette Trionfi. In genere, i Trionfi sono caratterizzati da illustrazioni umane, animali o mitologiche e riportano numeri romani. Ogni mazzo possiede quattro semi, a loro volta formati da quattordici carte ciascuno; queste vanno dall’asso al dieci, alle quali si aggiungono le figure, anche dette “carte di corte” o “Onori“: Fante, Cavaliere, Re e Regina. I tarocchi furono associati alla cabala a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. La nascita di queste teorie è legata ad Antoine Court de Gébelin, che, facendo riferimento ai Libri di Thot, affermò di aver rintracciato le origini dei tarocchi nell’Antico Egitto; in seguito, adottarono le stesse teorie gli occultisti Eliphas Lévi e Gérard Encausse, detto Papus.

I mazzi

Tra i mazzi più noti figurano i tarocchi Visconti Sforza, realizzati intorno alla metà del XV secolo, alla corte del Duca di Milano. I cosiddetti tarocchi Sola Busca, invece, furono realizzati da uno dei cortigiani del conte Sola e della marchesa Busca, da cui il nome. Si tratta del mazzo completo più antico al mondo, miniato con colori a oro e tempera. I tarocchi di Marsiglia derivano il nome dalla città che per anni ha detenuto il monopolio nella produzione di queste carte. Uno dei modelli più noti fu inciso su legno da Claude Burdel nel 1751. Le Minchiate, invece, comparvero a Firenze tra XV e XVI secolo: questo mazzo aveva ben 97 carte e fu chiamato così in riferimento al fatto che questo gioco non andava preso sul serio, malgrado il successo ottenuto. Meritano una menzione anche il tarocchino bolognese, i tarocchi di Besançon e quelli piemontesi.